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Progetto “Bulli? No, grazie!”. Incontro a scuola con il dott. Vitale
A conclusione del Progetto “Bulli? No, grazie!” promosso dal Comune di Gravina, si è svolto a scuola l’incontro con genitori e docenti. A condurre il progetto e, quindi l’incontro, è stato il dott. Salvatore Vitale che, dall’a.s. 2008/09, dirige ed esegue il Progetto “Il bullismo, la scuola e la famiglia, tre realtà a confronto. Internet e telefonino, a scuola come a casa, sono solo strumenti di aggregazione e comunicazione?” Il progetto, indirizzato alle scuole primarie e secondarie di primo grado di Gravina, ha visto coinvolti, nella nostra scuola, i bambini delle classi 4^.

Scopo del progetto è stato quello di prevenire comportamenti antisociali a tutela dell’infanzia e della preadolescenza.
I due punti fondamentali trattati sono stati il problema del bullismo e l’uso del telefonino e di internet.
Per quanto riguarda il bullismo, il dottore ha messo in evidenza come il fenomeno sia in grande diffusione e come sia necessario che tutte le agenzie educative intervengono per arginare il problema.
Per quanto riguarda l’uso della moderna tecnologia, l’accento è stato posto sui pericoli derivanti dall’uso sbagliato ed eccessivo e sulla necessità che il bambino non sia mai da solo ad intergire con i moderni mezzi di comunicazione. Sulla base di rapporti statistici a livello nazionale e di indagini da lui stesso condotte nelle scuole dove è stato portato avanti il progetto, emerge che la maggior parte dei bambini di 9 anni, fa un uso indiscriminato di internet, di chat e di social network con tutti i pericoli ad essi connessi. Ne emerge un’infanzia “precocizzata” e sola, fagocitata all’interno di meccanismi di socializzazione e comunicazione, non solo poco adatti all’età, ma per giunta anche pericolosi poiché dietro questi mezzi si nascondono subdole trappole in cui è facile che i bambini cadono.
L’esortazione, allora, da parte del dottore, nei confronti della famiglia, è stata quella di porre massima tutela verso i bambini, vittime di questo tempo che tende a “adultizzarli”.
L’infanzia viene sempre più accorciata e l’accesso al mondo adulto avviene quanto prima possibile. Perché rubare l’infanzia ai bambini? E poi ci lamentiamo che i bambini non sono più quelli di una volta. Dovrebbe stupirci il contrario.
Come afferma Dietrich Bobhoeffer “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”. La strada verso questo traguardo è ancora lunga.
Scritto da Donatella Grasso
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